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Unioncamere del Veneto


 
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30/03/2020
Unioncamere del Veneto fa il punto sulla crisi economica dovuta al Covid-19
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comunicato

Venezia, 28 marzo 2020 – Oggi Unioncamere del Veneto ha fatto il punto sugli effetti della crisi economica causata da Covid-19 e sulle possibili misure per far ripartire il tessuto economico imprenditoriale del Veneto. All’incontro hanno partecipato, inoltre, i presidenti delle altre Camere di Commercio, il segretario generale di Unioncamere Veneto, Roberto Crosta, e l’assessore regionale allo sviluppo economico , Roberto Marcato.

Nell’apertura dei lavori il presidente Mario Pozza ha sottolineato ancora una volta le enormi difficoltà della crisi che stiamo attraversando: “l’emergenza è sicuramente sanitaria perché riguarda la salute dei cittadini, ma il Veneto ha dimostrato di avere un sistema sanitario d’eccellenza a livello mondiale. Si tratta di un modello per strategia e programmazione e questo è merito della Regione del Veneto e di tutti gli operatori sanitari che stanno facendo un lavoro straordinario”.

Il presidente di Unioncamere ha, poi, ha fatto il punto sulla situazione del sistema economico: “è in modo evidente un’emergenza anche economica che sta mettendo in ginocchio il sistema Veneto e di conseguenza l’intera economia nazionale affossando il Pil. In questo contesto le Camere di Commercio stanno lavorando h24 e rappresentano il “pronto soccorso delle imprese”. Infatti stiamo dando supporto alle istituzioni, dalla Regione alle Prefetture, per permettere alle nostre aziende di continuare a lavorare ottenendo il codice Ateco necessario per mantenere la continuità produttiva. Oggi le 550 mila imprese hanno una certezza: istituzioni e le Camere di Commercio stanno facendo squadra e sono al loro fianco”. Pozza ha indicato nella fase conclusiva del suo intervento alcune priorità su cui intervenire: “ci sono interventi che non sono un’opzione, ma una necessità e riguardano, in particolare, l’accesso al credito e la sburocratizzazione. Si tratta di due fattori collegati perché la burocrazia, purtroppo, rischia di essere un freno pericolosissimo alle misure messe in campo rendendo vani gli sforzi per aiutare gli imprenditori”.

Sulla necessità di sburocratizzare è intervenuto anche il segretario generale di Unioncamere Veneto, Roberto Crosta“non possiamo pensare che la burocrazia diventi un ostacolo anche in un momento di crisi. Se non si interviene attraverso una reale semplificazione delle regole le imprese non riusciranno a ripartire al di là degli aiuti e degli interventi da parte del Governo e delle altre istituzioni. La sburocratizzazione è la “conditio sine qua non” per rimettere in moto il sistema economico della nostra regione. In questo senso Il DURC è l’esempio più calzante. Infatti per accedere ai fondi dei bandi pubblici, quali ad esempio anche quelli per la liquidità, le nostre imprese devono presentare questo documento che certifica regolarità contributiva, ovvero di aver effettuato tutti i pagamenti richiesti dallo Stato. è evidente che per tante imprese venete ed italiane sarà impossibile essere in regola e questo bloccherebbe l’accesso alle risorse pubbliche. La burocrazia, quindi, è un’altra emergenza che dobbiamo affrontare immediatamente”.

Il segretario generale ha anche esposto un dettagliato quadro sui dati negativi che riguardano l’economia veneta con un particolare riferimento all’export: “i campanelli d’allarme per le imprese venete li avevamo già riscontrati a pochi giorni dall’inizio dell’emergenza a fine febbraio, grazie ad un’indagine ad hoc de nostro Ufficio Studi su 3000 aziende, con il 27% delle imprese che aveva già sospeso la produzione ed una su cinque che denunciava difficoltà di approvvigionamento di materiali e forniture provenienti dalla Cina.  L’export rischia di essere schiacciato dall’emergenza perché da una prima proiezione nelle zone definite rosse la perdita già oggi si attesta al 20%. E il problema non è circoscritto al nostro Paese, ma è tutto il sistema di relazioni commerciali a livello internazionale ad essere in stand by. In questo momento sono in difficoltà anche i nostri partner commerciali come Regno Unito, Germania, Spagna, Francia solo per citarne alcuni ed è chiaro che in questo modo anche la bilancia commerciale dell’Italia va in enorme sofferenza contribuendo alla perdita del Pil che secondo alcune prime stime potrebbe toccare il 5%”.

In conclusione dei lavori il presidente Pozza e l’assessore Marcato hanno posto l’attenzione su un tema delicato anche per le sue ricadute sociali: il rischio di infiltrazioni mafiose in questa fase di difficoltà delle nostre imprese e dei nostri imprenditori.

“In una fase di crisi e di emergenza – conclude Pozza - dobbiamo prestare estrema attenzione ed impedire che soggetti e capitali poco chiari facciano campagna acquisti delle nostre imprese. Si tratta, purtroppo, di un rischio concreto a cui dobbiamo contrapporre barriere e controlli serrati per bloccare le infiltrazioni mafiose. Il tessuto imprenditoriale del Veneto è sano e si fonda sui valori positivi che nulla hanno a che fare con certe pratiche diffuse in altre parti d’Italia”.

“Ringrazio Unioncamere e le associazioni di categoria che, in questo momento, sono il collante tra istituzioni e imprese per il lavoro che stanno facendo, come un vero e proprio pronto soccorso per le imprese – ha dichiarato Roberto Marcato, assessore regionale allo sviluppo economico ed energia la Regione continuerà a farsi portavoce del sistema economico e ad interloquire per facilitare il rapporto con il Governo. Stiamo lavorando senza sosta per portare soluzioni in particolare, per garantire liquidità alle imprese”“Ma, oltre alla perdita di competitività, voglio lanciare l’allarme su due rischi molto forti nel post-emergenza – ha sottolineato - il primo è che con il depotenziamento delle nostre imprese, qualcuno venga a depredare il nostro sistema economico. Il secondo, gravissimo, è quello che la crisi esponga il territorio a infiltrazioni mafiose. Per farvi fronte va fatto un ragionamento ad ampio raggio. È necessario pensare subito a misure di protezione che non consentano che le nostre aziende vengano svendute e depredate”.

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